Il costo del trust, sia in termini di gestione sia dal punto di vista fiscale, è un elemento decisivo nella scelta di questo straordinario strumento. Quando si vuole tutelare la ricchezza di famiglia e programmare il passaggio generazionale, comprendere la tassazione del trust è fondamentale. In questa guida analizziamo la disciplina fiscale aggiornata alla luce della recente Riforma delle Successioni e Donazioni (D.Lgs. 139/2024) e della giurisprudenza consolidata.
Per una panoramica completa di tutti gli strumenti legali di tutela del patrimonio, ti invitiamo a consultare la nostra sottoguida ai vincoli e alla segregazione patrimoniale, che si inserisce nel quadro della nostra guida generale alla pianificazione successoria e tutela del patrimonio.
Cos'è il trust e quali sono le sue fasi fiscali
Il trust è uno strumento di origine anglosassone tramite il quale un soggetto (disponente o settlor) trasferisce dei beni ad una persona o società di fiducia (trustee). Il trustee si occupa di amministrare questi beni nell'interesse di uno o più beneficiari, ai quali i beni verranno definitivamente trasferiti in un momento successivo.
La Corte di Cassazione e l'Agenzia delle Entrate hanno chiarito un punto fondamentale: il trust non è una nuova persona giuridica, ma un insieme di beni destinati a uno scopo specifico. Quando si costituisce un trust si verifica sempre un effetto segregativo: i beni conferiti creano un patrimonio separato, protetto sia dai creditori personali del disponente sia da quelli del trustee.
Ai fini del costo fiscale del trust, la vita di questo strumento si articola in due momenti ben distinti:
- L'atto istitutivo e di dotazione: la nascita del trust e il conferimento iniziale dei beni (immobili, liquidità, partecipazioni) dal disponente al trustee.
- L'attribuzione finale: il momento in cui il trustee trasferisce definitivamente i beni e i frutti ai beneficiari scelti.
La svolta fiscale: l'imposta sulle donazioni si paga solo alla fine
Per molti anni vi è stata incertezza sulla tassazione del conferimento iniziale. Oggi la regola è chiara, definitiva e sancita per legge con il D.Lgs. n. 139/2024 (in vigore dal 3 ottobre 2024), che ha introdotto il nuovo articolo 4-bis nel Testo Unico dell'Imposta sulle Successioni e Donazioni (TUS), recependo l'orientamento pacifico della Cassazione e della Circolare 34/E/2022 dell'Agenzia delle Entrate.
Il principio guida è la neutralità fiscale dell'atto di dotazione:
- Il conferimento iniziale dei beni nel trust non sconta l'imposta sulle donazioni. L'atto di dotazione è neutro perché il trustee non si arricchisce (riceve i beni solo per gestirli) e il beneficiario non ha ancora ricevuto la proprietà definitiva.
- L'imposta si paga solo al momento del trasferimento finale: il presupposto fiscale dell'imposta sulle successioni e donazioni si realizza esclusivamente quando i beni escono dal trust e vengono attribuiti ai beneficiari.
Imposte ipotecarie, catastali e di registro sui beni immobili
Quando si conferiscono beni immobili (case, terreni, fabbricati) all'interno di un trust, la tassazione al momento del conferimento è particolarmente contenuta:
- Imposta di registro: misura fissa (€ 200).
- Imposta ipotecaria: misura fissa (€ 200).
- Imposta catastale: misura fissa (€ 200).
Solamente al momento del trasferimento finale dell'immobile dal trust al beneficiario si applicheranno le imposte ipotecaria e catastale in misura proporzionale (rispettivamente 2% e 1%).
Aliquote e franchigie per il trasferimento ai beneficiari
Quando il trust distribuisce il patrimonio ai beneficiari, l'imposta sulle successioni e donazioni si calcola in base al grado di parentela intercorrente tra il disponente originario e il beneficiario:
| Beneficiario | Aliquota | Franchigia |
|---|---|---|
| Coniuge e parenti in linea retta (figli, genitori, nipoti) | 4% | 1.000.000 € per beneficiario |
| Fratelli e sorelle | 6% | 100.000 € per beneficiario |
| Altri parenti fino al 4° grado e affini fino al 3° grado | 6% | Nessuna franchigia |
| Altri soggetti (estranei) | 8% | Nessuna franchigia |
| Persone con disabilità grave (Legge 104/1992) | Aliquota ordinaria | 1.500.000 € per beneficiario |
La novità del 2024: l'opzione per la tassazione anticipata
La Riforma del 2024 ha introdotto una possibilità d'oro per chi pianifica il patrimonio: la possibilità di scegliere la tassazione anticipata.
Il disponente (o il trustee) può decidere di versare l'imposta sulle donazioni subito, al momento del conferimento dei beni nel trust, calcolandola sulle aliquote e franchigie vigenti in quel momento. Il grande vantaggio? I successivi trasferimenti finali ai beneficiari saranno completamente esenti da imposte, blindando il patrimonio da eventuali futuri aumenti delle aliquote fiscali.
Riepilogo sintetico del regime fiscale del trust
| Fase Operativa | Imposta Donazioni | Imposte Ipotecaria e Catastale | Imposta di Registro |
|---|---|---|---|
| Atto Istitutivo e Dotazione (Beni mobili / liquidità) | Non dovuta | Non applicabile | Fissa (€ 200) |
| Atto di Dotazione Immobile | Non dovuta | Fisse (€ 200 + € 200) | Fissa (€ 200) |
| Attribuzione Finale ai Beneficiari | Proporzionale (4%, 6% o 8%) | Proporzionale (2% + 1%) per gli immobili | Fissa (€ 200) |
Perché la consulenza legale fa la differenza nel costo del trust
Il costo del trust non deve essere valutato solo come un carico fiscale, ma come un investimento di protezione. Un trust ben redatto consente di segregare efficacemente gli immobili e il capitale aziendale, tutelando i figli, gestendo situazioni familiari complesse o proteggendo il patrimonio da eventi imprevedibili.
Data la complessità della materia e le opzioni fiscali a disposizione (come la tassazione anticipata), la redazione dell'atto istitutivo richiede un'analisi sartoriale per evitare contenziosi con il Fisco e garantire la reale tenuta dello strumento.
Articolo a cura degli Avv.ti Gaetano Forcella e Carlo Peruzzi (Partner) — Studio Legale Forcella Peruzzi. Dipartimento Successioni Ereditarie, Passaggio Generazionale e Diritto Immobiliare.
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