Pianificazione fiscale della successione. Possibili futuri aumenti. Cosa fare?
Quali variazioni ci saranno per la tassa di successione e donazione in Italia? Rispetto agli altri Paesi europei l'Italia rappresenta una vera e propria "mosca bianca": franchigie molto più alte e aliquote decisamente più basse. Proprio per questo motivo, è fondamentale capire come funziona la normativa attuale e come tutelarsi da eventuali riforme che potrebbero incrementare il prelievo fiscale sui patrimoni familiari.
Con l’entrata in vigore delle semplificazioni normative relative alla dichiarazione di successione, non è più previsto l’obbligo di presentazione quando il patrimonio del defunto non supera i 100.000 euro e non comprende beni immobili.
Quando si presenta la dichiarazione di successione, è l’Agenzia delle Entrate a calcolare l’ammontare della tassa di successione da pagare, applicando le franchigie e le aliquote attualmente in vigore:
- Coniuge e parenti in linea retta (figli e genitori): usufruiscono di una franchigia di 1.000.000 di euro per ciascun erede. Ciò significa che fino a un milione di euro non si paga la tassa di successione. Oltre tale soglia, si applica un'aliquota del 4% sull'importo eccedente.
- Fratelli e sorelle: la franchigia è di 100.000 euro ciascuno. Nel caso in cui l’eredità superi questa soglia, sull’eccedenza si applica l'aliquota del 6%.
- Parenti fino al 4° grado (zii, nipoti, cugini) e affini fino al 3° grado (suoceri, cognati): l’aliquota è fissata al 6% senza alcuna franchigia.
- Altri soggetti (non parenti): si applica l’aliquota dell’8% sull'intero valore ereditato.
- Persone con disabilità grave: la franchigia è elevata a 1.500.000 euro.
Abolita dal governo Berlusconi nel 2001 e ripristinata in misura contenuta dal governo Prodi nel 2006, l'imposta di successione in Italia è straordinariamente vantaggiosa. In Francia e nel Regno Unito le aliquote toccano il 40%, in Spagna e Irlanda superano il 30%, mentre in Belgio e Germania si attestano attorno al 30%. In Italia, invece, la combinazione di aliquote basse (4%-8%) e franchigie generose rende il nostro Paese un vero e proprio paradiso fiscale per chi eredita.
La riforma fiscale e l'allineamento agli standard europei: perché agire ora
L’Unione Europea e diverse forze politiche spingono da tempo per un adeguamento della tassazione sulle successioni agli standard europei ed internazionali (dove in Paesi come Giappone e Stati Uniti si supera persino il 50%). Le ragioni ideali a favore di una maggiore imposta vengono spesso individuate nella redistribuzione della ricchezza e nel contrasto alla concentrazione patrimoniale ereditaria; l’evidente scopo pratico delle riforme fiscali resta comunque quello di reperire risorse per il bilancio dello Stato.
In questo contesto si inseriscono le recenti novità legislative in materia di imposizione indiretta e di coordinamento delle imposte sul trasferimento della ricchezza. Il legislatore e la giurisprudenza stanno ridisegnando i confini dell'imposizione sui trasferimenti a titolo gratuito, introducendo nuove regole che impattano direttamente sulla scelta degli strumenti di passaggio generazionale.
Per un'analisi dettagliata del nuovo quadro normativo e dell'impatto fiscale sui singoli strumenti di protezione, ti invitiamo a consultare il nostro approfondimento dedicato: Convenienza donazione ai figli, trust o società semplice: le nuove regole fiscali.
I contribuenti più accorti non attendono che eventuali riforme restrittive o aumenti di aliquote vadano a intaccare il patrimonio di famiglia. La pianificazione anticipata consente infatti di sfruttare le attuali condizioni di favore e di impostare il passaggio generazionale attraverso strumenti legali mirati, quali donazioni ante mortem, la creazione di holding di famiglia, l'utilizzo della società semplice, la costituzione di trust o l'attivazione di polizze assicurative. Oltre all'ottimizzazione fiscale, questi strumenti permettono di disegnare in modo chiaro il futuro del patrimonio, prevenendo liti e contenziosi ereditari spesso lunghi e devastanti per gli equilibri familiari.
Articolo a cura degli Avv.ti Gaetano Forcella e Carlo Peruzzi (Partner) — Studio Legale Forcella Peruzzi. Dipartimento Successioni Ereditarie, Protezione del Patrimonio e Diritto Immobiliare.
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