1. Cosa si può ereditare?

Alla morte si estinguono i rapporti personalissimi e familiari. Ossia quelli inevitabilmente collegati alla persona del de cuius: diritto al nome, alla libertà, potestà genitoriale, matrimonio. Con la successione ereditaria, si trasferiscono invece agli eredi i rapporti patrimoniali:

2. Le prime incombenze pratiche per gli eredi

3. I tre tipi di successione

La successione si apre alla morte del de cuius. Ci sono tre tipi di successione, ciascuna soggetta alle proprie regole:

4. La successione legittima e le quote spettanti agli eredi (vedi link)

La successione legittima, o ab intestato, è quella senza testamento. Può coesistere con la successione testamentaria quando il testamento dispone solo di alcuni beni relitti. In questo caso, sui beni non oggetto di testamento occorre applicare le regole della successione legittima. Ci sono cinque categorie di soggetti chiamati ad ereditare nella successione legittima:

  1. il coniuge;
  2. i discendenti;
  3. gli ascendenti e i collaterali;
  4. gli altri parenti;
  5. da ultimo lo Stato.

Le quote e le regole sono indicate dagli artt. 565 ss. del codice civile. Si precisa che lo Stato eredita solo in assenza di altri successibili. Inoltre, creandosi spesso una comunione, si applicherà l’istituto della collazione, cioè la restituzione delle donazioni.

Scarica il nostro SCHEMA pdf con la ripartizione delle quote: è molto facile da leggere.

Oppure, per ulteriori spiegazioni, leggi la pagina sulla successione legittima. Troverai tutte le possibilità di ripartizione delle quote (Link alla guida).

5. La successione testamentaria e le quote spettanti agli eredi

Può disporre per testamento chi non è dichiarato incapace dalla legge (art. 591 c.c.). Sono pertanto incapaci a fare testamento i seguenti soggetti:

La prova dell’incapacità di intendere e volere è difficile. Con l'Ordinanza n. 24881/2013, la Cassazione ha sottolineato che l’infermità, o la causa perturbatrice, deve privare in modo assoluto il testatore della coscienza dei propri atti. In linea di massima, possono testare gli inabilitati ed i beneficiari di amministrazione di sostegno. L’art. 591 c.c. prevede infatti hipótesis tassative: un minore emancipato, per quanto autorizzato a sposarsi ed esercitare un'impresa, non può testare.

Non possono invece ricevere per testamento: il tutore ed il protutore, il notaio, i testimoni, l’interprete e, nel caso di testamento pubblico, il soggetto che ha redatto o ha ricevuto il testamento segreto.

Nella successione testamentaria il de cuius può disporre come crede della quota disponibile, cioè della quota non riservata necessariamente a taluni soggetti. Pertanto le quote della successione testamentaria possono essere diverse da quelle della successione legittima o della successione necessaria. Nel caso in cui il testamento leda i diritti dei legittimari, questi potranno chiedere la reintegrazione della quota loro riservata tramite collazione o azione di riduzione (in caso di comunione), oppure solo con azione di riduzione se il legittimario è pretermesso (cioè completamente escluso dall’eredità).

6. La successione necessaria e le quote riservate ai legittimari

La quota di legittima è quella porzione di eredità che spetta a determinati soggetti (i c.d. legittimari). Il de cuius non può attribuire a terzi questa porzione, né con donazioni in vita né con testamento. Sono legittimari:

Pertanto, il patrimonio ereditario può essere distinto in due parti:

Ripartizione pratiche della quota di legittima:

Scarica il nostro SCHEMA pdf (quote successione legittima ed eredi legittimari).

Come calcolare una lesione della quota riservata ai legittimari?
La quota riservata al legittimario è calcolata a partire dalla massa fittizia (relictum meno debiti più donazioni). Si tiene conto di quanto rimasto al momento della morte e delle donazioni effettuate in vita, secondo i valori determinati dagli artt. 747 - 750 c.c.

Esempio pratico:

Per calcolare la quota riservata alla moglie Sempronia:

  1. Relictum meno debiti più donazioni = € 140.000 (art. 556 c.c.)
  2. Riserva per il coniuge (50%) = € 70.000 (art. 540 c.c.)
  3. La quota spettante alla moglie Sempronia sarà di € 70.000 attinti dai beni relitti, al netto dei debiti.

In questo caso pratico non c’è lesione di legittima. Ma se con testamento il de cuius avesse disposto a terzi di € 100.000, la moglie potrebbe agire con azione di riduzione per ricavare la propria quota di € 70.000. Lo stesso discorso vale se mancano beni relitti e la lesione è avvenuta tramite donazioni.

7. Approfondimenti e guide pratiche sulla successione

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